Storia, regolamenti e usi aziendali

Negli ultimi anni, oltre al mercato del fotovoltaico, è esploso anche quello dei droni. Chi ci segue sui social avrà avuto modo di notare che IngEne si avvale di questa tecnologia. Che ruolo ha avuto la Svizzera nello sviluppo degli aeromobili a pilotaggio remoto? Quali sono le normative a riguardo? Come e perché vengono utilizzati in un contesto aziendale?

Un po’ di storia

Circa 5-6 anni fa, soprattutto intorno a Losanna e Zurigo – che non a caso sono rispettivamente sedi dell’EPFL e dell’ETH – nascevano diverse start-up attive in questa industria: RSI parlava di corsa all’Eldorado tecnologico, mentre Swissinfo descrisse il Paese come la Mecca dei droni. Si trattava, infatti, di una tecnologia emergente e all’avanguardia, e in cui la Svizzera (Ticino compreso) è riuscita a porsi come leader. Ciò è stato possibile grazie alle tecnologie sviluppate dai politecnici di Zurigo e di Losanna, ma non solo. È stato cruciale anche il ruolo ricoperto da agenzie come Innosuisse, che hanno sostenuto le start-up e i loro progetti innovativi. Infine, è stato di grande aiuto anche l’impegno dell’Ufficio federale dell’aviazione civile in collaborazione con le industrie nella redazione di un quadro normativo sull’utilizzo dei droni.

Panoramica dei regolamenti

Sono in vigore alcune norme valide per tutte le categorie, tra cui il raggiungimento di un’altitudine massima di 120 metri e l’obbligatorietà del contatto visivo con l’aeromobile. Si applicano ulteriori regole, formazioni e autorizzazioni a dipendenza della categoria di appartenenza del drone. Ne esistono tre, ognuna delle quali si dirama in sottocategorie e classi a seconda di determinate caratteristiche (come il peso) o delle operazioni eseguibili. La categoria aperta è la più comune; seguono poi quella specifica e quella certificata.

In tutti i casi, una volta eseguito l’acquisto occorre registrare l’aeromobile e ottenere il certificato corrispondente per il pilotaggio attraverso la formazione: a seconda del tipo di drone sono richiesti esami specifici. L’esame di base, che corrisponde alla formazione teorica A1/A3, è conseguibile da casa tramite il portale UAS.gate. Quest’ultima è obbligatoria per tutti i droni con peso superiore ai 250 grammi, e consiste in un esame teorico di 40 domande.

L’unica eccezione vale per i droni aventi un peso inferiore ai 250 grammi sprovvisti di microfoni, telecamere e simili. Questi possono essere pilotati senza registrazione né formazione. L’UFAC raccomanda tuttavia di conseguire almeno la formazione teorica A1/A3.

Infine, i droni della categoria specifica sono soggetti ad autorizzazione da parte dell’UFAC. Mentre per quelli appartenenti alla categoria certificata viene richiesta una certificazione specifica per garantire l’esecuzione in sicurezza di operazioni particolari (per esempio il trasporto di persone).

Per informazioni più dettagliate, si rimanda nuovamente al sito dell’UFAC.

I droni in azienda

Come detto, IngEne utilizza gli aeromobili in questione spesso a scopi pubblicitari, e sono quasi tutti inferiori ai 250 grammi e dotati di telecamere. Questi rientrano pertanto nella sottocategoria A1. L’azienda (persona giuridica) e i collaboratori che li pilotano (persone fisiche) si sono dovuti registrare sul portale UAS.gate. Questi ultimi hanno dovuto prendere comunque la patente, necessaria per fotografare e riprendere impianti fotovoltaici in aree residenziali.

L’azienda dispone inoltre di un drone termico per misurare la temperatura delle celle fotovoltaiche dei pannelli e individuare così eventuali difetti. Questo ha un peso di 1150 grammi e appartiene alla categoria A3: di conseguenza, anche in questo caso, vige l’obbligatorietà della formazione A1/A3.